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da Idea Blog

 

eBay, ma che sta succedendo?

Brutta sorpresa per gli eBayer italiani. eBay, la celebre "casa d'aste on-line" ha deciso di modificare nuovamente le proprie tariffe. "Modificare" non è però forse la parola giusta, dal momento che a partire dal prossimo 22 agosto si annunciano aumenti delle commissioni sul valore finale e delle tariffe di inserzione dell'ordine del 100%!

eBay ha deciso di colpire con particolare violenza soprattutto coloro che operano più attivamente sulla piattaforma, gestendo un "negozio virtuale". Il costo per un Negozio Base passa infatti da 5,95 euro al mese a 9,95 euro al mese, mentre il Negozio Plus passa da 14,95 euro al mese a 24,95 euro al mese. La tariffa di inserzione per un oggetto di valore tra i 5 e i 50 euro passa da 0,05 a 0,10 centesimi (+100%!!). La commissione sul valore finale degli oggetti venduti da un Negozio, fino ai 5 euro di valore, passa da 4,5% ad un astronomico 10% (+ 110 %)!

Ma alla sonora mazzata non sfuggono neppure gli inserzionisti occasionali, dal momento che la commissione sul valore finale per un oggetto fino ai 50 euro di valore raggiunge un pesantissimo il 5,25 % (dal già elevato 4,5% precedente). La tariffa di inserzione base passa invece da 0,10 a 0,15 centesimi (+50%)

La mossa di eBay, azienda già duramente criticata in passato per la propria "avidità" in termini di commissioni, è stata accolta da una vera sommossa popolare degli utenti. che hanno trasformato i forum in un unico grido disperato. Ed già partita l'organizzazione di clamorose azioni di protesta: si va da uno "sciopero di acquisti e vendite" per 7 giorni, indetto a partire dal prossimo 22 agosto, fino ad una raccolta di firme da presentare all'azienda.
L'aumento delle tariffe segue peraltro altre inziative di stampo "monopolista" invise ai clienti del sito d'aste, come la messa al bando dei pagamenti tramite "ricariche Postepay" e il più recente rifiuto del sistema di pagamento elettronico Google Checkout, concorrente diretto di Paypal, proprietà di eBay.

Frequentando i forum di eBay e leggendo le infuocate mail di protesta che stanno sommergendo la nostra redazione, si va rafforzando la sensazione che questa volte eBay abbia fatto male i suoi conti e fatto anche il passo più lungo della gamba. Pare infatti che molti utenti stiano realmente chiudendo i propri negozi su eBay in queste ore e progettando una migrazione di massa sul sito d'aste "concorrente" (ma incomparabile) QXL.it. In tanti lamentano infatti che queste nuove super-tariffe, combinate con le alte tariffe di Paypal e con un calo generalizzato delle vendite (dovuto al fatto che in molti non si fidano più ad acquistare su eBay) azzerano di fatto i margini di guadagno dei venditori.

Questo mostruoso aumento delle tariffe colpisce peraltro un'utenza già fortemente frustrata, in primis dalla pressochè totale assenza di assistenza alla clientela (quasi un marchio di fabbrica per eBay) e, in secondo luogo, dal fatto che da tempo sul sito di eBay trova "ospitalità" ogni genere di attività truffaldina, non adeguatamente perseguita dai gestori della piattaforma

Gli utenti di eBay rimproverano all'azienda, oltre all'assenza di servizio e a una palese onerosità , troppa tolleranza nei confronti di comportamenti scorretti quando non criminosi. Pratiche come lo "scambio dei feedback" e la vendita di materiale contraffatto proliferano infatti incontrollati sui server di eBay, che delega denuncia e sorveglianza agli stessi utenti, chiamati a segnalare di propria iniziativa le violazioni al regolamento da parte di terzi.
Segnalazioni che spesso e volentieri cadono nel vuoto più assoluto

 

 

 

CORRIERE DELLA SERA

 
Petizione online contro l'aumento delle tariffe del sito di aste
eBay alza le commissioni: «Sciopero!»
Decisi rincari per chi gestisce negozi virtuali, ritocchi per gli inserzionisti occasionali. Rabbia nei forum e proposte di serrata

MILANO - Le orde dei venditori virtuali marciano contro eBay, rea di aver ritoccato nuovamente verso l'alto le commissioni per le proprie, cliccatissime, aste. A partire dal 22 agosto, infatti, i cosiddetti "negozi virtuali", veri e propri multistore che vendono su eBay a prezzi solitamente scontati rispeto al commercio "reale", saranno colpiti da una vera e propria stangata. Al punto che qualcuno, infuriato, ha deciso di dare il massimo rilievo alla vicenda, lanciando petizioni online e invitando alla serrata virtuale contro gli esosi amministratori del sito.

"RITOCCHI" - Nel settore dei "virtual store" (come segnala l'ottimo blog di Computer Idea), il costo per un Negozio Base passa da 5,95 euro al mese a 9,95 euro al mese, mentre il Negozio Plus sale da 14,95 euro al mese a 24,95 euro al mese. La tariffa di inserzione per un oggetto di valore tra i 5 e i 50 euro passa da 0,05 a 0,10 centesimi, raddoppiando. La commissione sul valore finale degli oggetti venduti da un negozio, nella categoria "fino ai 5 euro di valore", passa dal 4,5% al 10%. Alla serie di rincari non sfuggono gli inserzionisti occasionali: la commissione sul valore finale per un oggetto fino ai 50 euro di valore raggiunge un elevato 5,25%, dal già altro 4,5% precedente. Mentre per l'inserizion base si pagheranno 5 cent in più, dai 10 di prima a 15.

IL PRECEDENTE - Le accuse di avidità all'azienda d'altronde si susseguono da tempo nel mondo della rete italiana, soprattutto a partire dal divieto di utilizzare per le aste pagamente la carta ricaricabile PostePay, molto apprezzate dagli italiani ma bandita dall'azienda. Ufficialmente per motivi di sicurezza, ma secondo i maligni per eliminare un concorrente a PayPal, il sistema di transazione di eBay. Sistema sul quale, per altro, si pagano ulteriori commissioni, da sommarsi a quelle della vendita e dell'inserzione.

CONCORRENZA - Questa volta, però, i rincari non sembrano passare sulla testa degli utenti accompagnati solo dai consueti brontolii di disappunto. Diversi utenti stanno spostando i loro negozi virtuali su concorrenti quali Qxl.it o Prezzishock.it, altri si limitano ad aderire alla serrata di 7 giorni o semplicemente a non inserire più inserzioni, mentre a centinaia hanno firmato la petizione online. L'azienda prosegue sulla sua strada, ma stavolta il contraccolpo potrebbe esserci.

 
08 agosto 2006

SCIENZA & TECNOLOGIA DA LA REPUBBLICA

I ritocchi del gigante delle vendite on line partiranno dal 22 agosto
Petizioni su internet: la rabbia dei navigatori italiani. "Assurdo"

eBay aumenta le tariffe per le aste
e subito scatta la rivolta degli utenti

Il gruppo: "Così riequilibriamo i rapporti tra i negozi e le aste"
di ALESSANDRO LONGO

 
 
ROMA - eBay, il signore delle aste online, aumenta i prezzi e subito scoppia la protesta tra gli utenti, fortissima soprattutto in Italia. Qui da noi infatti l'impatto è doppio: stanno per arrivare due tipi di aumento. Da una parte, quelli decisi da eBay a livello internazionale e che saranno applicati a tutti i siti del gruppo; riguardano non le aste ma i negozi virtuali. Dall'altra, quelli che in particolare la divisione italiana ha varato e che colpiscono le aste: i prezzi per inserire un annuncio e le commissioni che restano in tasca a eBay quando si vende un oggetto. Entrambi i tipi di aumento scatteranno dal 22 agosto. La notizia è stata data questa mattina e subito gli utenti italiani hanno organizzato la protesta: hanno messo online una petizione che in poche ore ha già raggiunto quota 800 firmatari. Sono state indette inoltre sette giornate di sciopero delle aste a partire da mezzanotte del 22 agosto. "Moltissimi utenti hanno chiuso o stanno chiudendo il proprio negozio eBay. Altri lo faranno a breve", ha scritto un lettore al nostro sito.
 

Non è certo la prima volta che eBay ritocca le proprie tariffe, com'è ovvio per un'azienda che deve adeguarsi alle mutate condizioni del mercato. Ogni volta ha sollevato le proteste di qualcuno. Stavolta sembra diverso però, stavolta c'è odore di svolta nell'aria: perché eBay ora sta cercando di riequilibrare una situazione che le sta sfuggendo di mano e che le ha fatto perdere da un paio di anni il favore degli investitori. eBay ha bruciato 40 miliardi di dollari in Borsa, perdendo dal 2004 a oggi più della metà del proprio valore azionario. Il tutto nonostante i profitti che continua a registrare, di trimestre in trimestre, in linea con le aspettative.

Il punto è che lo spirito originario di eBay sembra smarrito: da signore delle aste si sta trasformando nella grigia versione online di un grande magazzino. È sempre più affollato di negozi virtuali, che vendono a prezzo fisso, e in questo mare magnum di commercianti sembrano annegare le classiche aste che hanno reso famosa eBay, dove gli utenti combattono e collaborano per aggiudicarsi un oggetto. Il problema è balzato agli occhi, "stiamo cercando di tornare alla essenza di eBay", ha commentato due giorni fa il capo di eBay, Meg Whitman, prima di comunicare, come soluzione, questi aumenti di prezzi a livello internazionale. Se la linfa vitale di eBay è il contributo degli utenti, bisogna quindi riequilibrare i rapporti con i negozi virtuali, dove la vendita procede su binari più tradizionali.

Ecco quindi che gli aumenti colpiscono con durezza il business dei negozi, rendendolo più costoso. Per esempio, alcune commissioni (variabili a seconda del valore dell'oggetto) passeranno il 22 agosto dal 4,5 al 10 per cento. Quasi raddoppiano i costi per iscrivere un negozio alla catena eBay (la quota base passa dai 5,95 ai 9,95 euro al mese).

"Il motivo di questi rincari è riequilibrare i rapporti tra le due realtà, i negozi e le aste", spiega Andrea Polo, responsabile comunicazione di eBay Italia. "Ci siamo resi conto che lo strumento negozio veniva usato in modo poco corretto. Ci sono troppi negozi che hanno pochi oggetti, il che peggiora il servizio agli utenti, rende difficile la ricerca". Aumentare i prezzi lancerà una selezione naturale tra i negozi, cosicché solo i migliori e i più professionali resteranno (così spera eBay). Per lo stesso motivo, presto la ricerca di un oggetto su eBay discriminerà i negozi. Per esempio, se scrivo "cellulare" sul motore di ricerca del sito adesso appaiono mischiati gli annunci di aste con le proposte dei negozi. "Dal 2 agosto, appariranno i negozi soltanto la ricerca ha fornito pochi risultati tra le aste", dice Polo.

Va bene, questo è stato deciso dal gruppo eBay a
livello internazionale; ma perché fare scattare insieme anche rincari sulle aste italiane? "Era da settembre 2004 che non lo facevamo- spiega Poli- e avevamo le tariffe più basse in Europa. Ma da allora questo mercato è cambiato, abbiamo aggiunto servizi come l'assistenza telefonica. Era necessario aumentare i prezzi". Certo è che parecchi utenti hanno poco gradito questa concomitanza di aumenti e ora fanno sentire la propria voce.

(21 luglio 2006)

 

 
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