..presa dalla rete in giro per i vari forum nati contro ebay

 

Ho scritto alla Guardia di Finanza...

Egregi,

Mi chiamo XXXXXX e mi permetto di disturbarvi perché da moltissimo tempo, da onesto e ingenuo cittadino, ho un dubbio (curiosità) che non trova soddisfazione, mi spiego:

Il sito di aste on-line di eBay.it che certamente conoscete, è letteralmente invaso da materiale palesemente contraffatto che eBay per prima non blocca sospendendo le relative inserzioni e bannando i venditori, e da aste sia estemporanee che di venditori con tanto di negozio virtuale fisso, in cui si vende materiale nuovo sia spedito dall'Italia, sia spedito direttamente dall'estero.

In tutte queste aste, e sono centinaia e centinaia che si ripetono da mesi e anni, prospera allegramente l'abusivismo fiscale. Nel senso che sono tutte attività e transazioni che non rispettano le leggi italiane relative alle attività commerciali, evadendo dazio, Iva e altre incombenze previste dalle leggi in materia di commercio, lasciando oltretutto gli utenti (acqurenti e venditori) letteralmente allo sbaraglio ed in pasto ai truffatori visto che eBay, intesa come assistenza, ha più volte manifestato maggior durezza verso le segnalazioni d'illecito, piuttosto che verso gli illeciti stessi.

Nel corso dei mesi e degli anni ho visto che tali attività, invece che diminuire grazie ad una qualche azione di contrasto e controllo da parte di eBay, aumentano a dismisura.

Ora, il mio dubbio è proprio questo: Possibile che una società a livello mondiale come eBay possa operare in Italia senza rispondere allo Stato Italiano dell'uso improprio che viene fatto del suo sito da parte di venditori italiani e stranieri, specialmente dell'est, che guadagnano decine di migliaia di euro al mese senza versare un solo centesimo di tasse ed oneri dovuti per le attività di vendità?

Un qualsiasi onesto cittadino deve rispondere anche di una marca da bollo sbagliata con conseguenze anche molto spiacevoli, mentre qui si assiste increduli al proliferare di attività nel più totale sprezzo delle leggi italiane relative al commercio. Ci sono venditori da centinaia di migliaia di euro all'anno che prosperano grazie al fatto che godono di una virtualità che in qualche modo consente loro di continuare tranquilli a farsi gli affari loro, ed eBay sta a guardare in silenzio. In colpevole silenzio...

Come può succedere tutto ciò? Com'è possibile che non esistano strumenti informatici, ammistrativi e legali, che impongano ad eBay una maggiore sorveglianza sulle attività svolte attraverso i servizi a pagamento che offre? Opera in Italia, e suppongo debba lei per prima osservare le leggi italiane, o sbaglio?

E' lampante che eBay (in senso generale) è al corrente del problema, ma è altrettanto lampante che mi viene da definire tale situazione come un caso di favoreggiamento, anche se certamente involontario. Se lasciano permettere tutto ciò, o non esistono strumenti legislativi e tecnici per impedire che ciò accada, oppure siamo di fronte ad un caso in cui una multinazionale, come spesso osserviamo da anni, si permette la libertà di fare ciò che meglio crede in Italia perché (forse) garantita e protetta da chissà quali leggi o clausole contrattuali. Per caso eBay batte bandiera panamense pure lei?


Vi prego di scusarmi se vi ho importunato con una questione per voi probabilmente irrilevante, ma non lo è per me in qualità di cittadino italiano che paga ed osserva le tasse fino all'ultimo centesimo. E tenete inoltre in considerazione che non essendo io un esperto in materia, traggo le mie conclusioni da semplice cittadino e osservatore, ma certamente non da stupido...

Vi sono grato per qualsiasi informazioni vorrete darmi in merito. Sono sinceramente perplesso, e con me molte migliaia di altri cittadini italiani.

Grazie per l'attenzione,
xxxx
 
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